Biografia Giovinezza
Nato in Uruguay, Ricciotti trascorse l'infanzia tra Nizza, Caprera e l'Inghilterra. Quarto figlio dell'Eroe dei due mondi, venne così chiamato in ricordo di Nicola Ricciotti, giustiziato dai borbonici nel corso della spedizione dei Fratelli Bandiera.
Carriera militare Dopo l'unità d'Italia, Ricciotti andò a vivere assieme al padre sull'isola di Caprera. Qui conobbe Bakunin, che fu ospite di Garibaldi per quattro giorni a Caprera nel 1863.Fabrizio Montanari, Garibaldi e Bakunin in Rivista anarchica, anno 37 n. 329, ottobre 2007 online Dal 1865 si stabilì a Napoli, iniziando a propagandare idee repubblicane e libertarie. Nel marzo 1864, assieme al fratello Menotti, il giovane Ricciotti accompagnò il padre nel suo viaggio in Inghilterra, di circa due mesi, nella sua prima comparsa pubblica.
Arruolatosi nelle Guide a cavallo del corpo dei volontari garibaldini, prese parte nel 1866 alla terza guerra d'indipendenza. Ricevette il battesimo del fuoco alla battaglia di Bezzecca, guidando una carica contro gli austriaci e portando la bandiera del reggimento.cfr pag 74 Angelo Umiltà, I volontari del 1866 ovvero da Milano alle Alpi Rezie, Vol II, Milano, 1866 L'anno successivo al seguito del padre partecipò al fallito tentativo di conquistare Roma, combattendo il 26 ottobre 1867 alla conquista di Monterotondo e nella battaglia di Mentana al comando di uno squadrone di Guide a cavallo.
Nel 1867 Ricciotti, con Raffaele Piccoli, Giuseppe Foglia e Antonio Micelicfr pag. 46 Rosalia Cambareri, La massoneria in Calabria dall'Unità al fascismoBrenner, 1998, aderì ad un movimento filo-repubblicano guidato in Calabria da un vecchio garibaldino, l'avvocato Giuseppe Giampà, che aveva dato nascita al foglio politico "La luce calabra", propugnante fortemente l'ideale repubblicano. Il movimento sostenne, tra il 6 e 7 maggio 1870, il tentativo di fondare la repubblica libertaria, di ispirazione bakunista, di Filadelfia, nei territori compresi fra Filadelfia, Maida e CuringaGaetano Cingari, Storia della Calabria dall'unità a oggi, Laterza, 1982, p. 405., che, tuttavia, venne stroncato incruentemente dall'arrivo delle truppe del Regio Esercito, con l'arresto dei principali capi, dopo pochi giorni.Giuseppe Mazzini, Scritti editi ed inediti, vol. 88, Cooperativa tipografico-editrice P. Galeati, 1940, p. 46. Ricciotti, sfuggito all'arresto, tentò un'ultima difesa, occupando temporaneamente Monterosso Calabro, prima che il movimento venisse definitivamente disperso a seguito di uno scontro a Cortale; quindi si nascose a Cortale presso il massone e liberale Antonio Cefalyfuturo senatore del Regno d'Italia, cfr. Scheda su Antonio Cefaly dal sito del Senato italiano., che lo convinse a desistere dal proseguire la lotta. Sebbene l'attività del piccolo movimento repubblicano si fosse esaurita presto, l'episodio ebbe echi giudiziari e parlamentari rilevanti.
Nell'ottobre 1870, seguendo il padre, partecipò alla guerra franco-prussiana, combattendo nei Vosgi, dove occupò Châtillon-sur-Seine comandando la 4ª brigata di volontari garibaldini e conquistò a Pouilly, durante la battaglia di Digione, la bandiera del 61º reggimento tedesco Pomerania, l'unica bandiera prussiana presa durante la guerra, terminata con la sconfitta francese. Alla firma dell'armistizio franco prussiano, la municipalità di Lione gli offrì il grado di generale e il comando della guardia nazionale cittadina, incarico che rifiutò su suggerimento del padre, memore delle incomprensioni avute a Montevideo comandando come straniero truppe patriottiche; si spostò poi a Parigi per osservare lo svolgersi delle vicende della Comune di Parigi (1871)Cfr. pag. 96 di: Zeffiro Ciuffoletti, Arturo Colombo, Annita Garibaldi Jallet,I Garibaldi dopo Garibaldi: la tradizione famigliare e l'eredità politica, P. Lacaita, 2005.
Nel 1897, fregiandosi del grado di generale, tornò a combattere nella guerra greco-turca, in difesa della Grecia, nella battaglia di Domokos, dove i garibaldini si sacrificarono, lasciando sul campo, tra gli altri, il deputato repubblicano Antonio Fratti, per coprire la ritirata all'esercito greco. E di nuovo nel 1912 a Drisko, al comando di un corpo di camicie rosse, combattendo nella prima guerra balcanica in difesa della Grecia contro l'Impero ottomano.
Attività politica Il suo impegno rivoluzionario proseguì quando Giuseppe Garibaldi ruppe definitivamente con Mazzini, prendendo posizione favorevole verso la Prima Internazionale dei lavoratori; nel novembre 1871 Ricciotti era a Londra, dove visitò Karl Marx e nella sua casa incontrò anche Friedrich Engels.Nello Rosselli in Mazzini e Bakunin, Liberliber, riporta le parole di Engels: La sua popolarità fra i circoli operai e anarchici aumentava e, dopo la morte di Giuseppe Mazzini, assieme a qualche mazziniano ed a qualche garibaldino fondò, nell'agosto 1872, riunendo 300 persone al teatro Argentina, l'associazione dei Franchi cafoni o "associazione dei Liberi Cafoni", denominazione con richiami contadini, e probabilmente di ispirazione bakuniana,Cfr. pag. 97 di: Zeffiro Ciuffoletti, Arturo Colombo, Annita Garibaldi Jallet, I Garibaldi dopo Garibaldi: la tradizione famigliare e l'eredità politica, P. Lacaita, 2005 con cui avrebbe voluto riunire i democratici italiani per organizzare la "democrazia pura"vedi Cesare Cantù, Storia universale, Volume 2; Volume 12, Unione Tipografico-Editrice, 1886. Il nome dell'organo di stampa del movimento, "Spartacus", è indicativo dei propositi rivoluzionari dell'associazione, che tra i suoi obiettivi poneva quello del suffragio universalevedi pag.83 Gaspare Nicotri, Franco Nicotri Freedom for Italy! Italian American press, 1942. L'associazione ben presto assunse i caratteri di associazione di ideali socialisti, finendo in poco tempo per essere disciolta dalla questura romanavedi pag. 226 Émile de Laveleye, The socialism of today,Field and Tuer, 1885.
Nel 1874 si sposò con l'inglese Constance Hopcraft, trasferendosi per sette anni in Australia, dove nel 1879 nacque il primo figlio, Peppino. Dopo essersi candidato invano nel 1883, nel 1887 fu eletto deputato alla Camera nella XVI legislatura, nel collegio di Roma I, ma si dimise nel 1890.
Convinto interventista, non partecipò direttamente -ormai non più giovane- alla prima guerra mondiale, animando, tuttavia, il fronte interno. Spinse il figlio Peppino a raccogliere una legione di volontari italiani che fu impiegata nelle Argonne dove altri due suoi figli, Bruno e Costante, persero la vita.
Successivamente, nel 1919, manifestò il suo appoggio all'Impresa di Fiume di D'Annunzio, offrendosi per supportare con i suoi uomini l'estensione al Montenegro delle vocazioni espansionistiche dei legionari fiumani. Ricevette personalmente Benito Mussolini, conosciuto durante il periodo irredentista, in occasione di una sua visita a Caprera il 10 giugno 1923.Il figlio di Garibaldi a Caprera con Mussolini, L'Unione Sarda, martedì 25 gennaio 2011.
Onorificenze
Discendenza Dal matrimonio con Harriet Constance Hopcraft (1853-1941) Ricciotti ebbe otto figli, sette maschi ed una femmina: Anita Italia (1878 - Roma 1962) Giuseppe jr (South Yarra, 1879 - Roma, 1950), ufficiale della Legione straniera e generale del Regio esercito Ricciotti jr. (Roma, 1881 - Roma, 1951), militare e antifascista Menotti jr. (1884 - Sri Lanka 1934) Sante (Roma 1885 - Bordeaux, 1946), combatté nell'Argonne durante la prima guerra mondiale nella Legione garibaldina Bruno (1889 - 1914), deceduto in guerra nell'Argonne Costante (Roma 1892 - 1915), deceduto in guerra nell'Argonne Ezio (Riofreddo, 1894 - 1969), combatté nell'Argonne e sulle Alpi, fu irredentista e deputato fascista
Note
Voci correlate Giuseppe Garibaldi
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Collegamenti esterni
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