Cryptograciles è un genere estinto di piccoli Gobiiformes appartenente alla famiglia Oxudercidae, descritto a partire dai depositi del Miocene medio di Karpov Yar, presso Naslavcea, in Moldavia. Il genere comprende due specie, †Cryptograciles conicus e †Cryptograciles robustus.
Etimologia Il nome deriva dal greco crypto (= nascosto) e dal latino gracilis (= snello), in riferimento al probabile stile di vita cripto-bentonico di questo piccolo pesce fossile.
Distribuzione stratigrafica Cryptograciles è noto dal Saravalliano superiore (Miocene medio) della Paratetide orientale.
Descrizione Cryptograciles era un gobide di piccole dimensioni, con lunghezza standard fino a 25,5 mm. La testa era moderatamente grande, il peduncolo caudale relativamente lungo (23–25% SL) e la pinna caudale leggermente a ventaglio. Il corpo presentava 27 vertebre (10+17), con parte addominale lunga circa il 57–65% di quella caudale. La prima pinna dorsale aveva sei spine, la seconda una spina e 9–11 raggi segmentati, mentre la pinna anale una spina e 9–10 raggi. La pinna caudale contava 16–17 raggi, le pinne pettorali 12–16; le pinne pelviche erano separate, ciascuna con una spina e cinque raggi. Le scaglie erano fitte, ctenoidi e disposte in 41–44 file longitudinali.
Gli otoliti sagittae erano arrotondati-quadrangolari, con margine ventrale leggermente crenulato, solco breve a forma di suola inclinato tra 7,5° e 25° e cauda più stretta dell’ostio. Il lapillus aveva forma ovata con solco ben definito. .
Classificazione
Cryptograciles si distingue dall'affine Moldavigobius per la formula pterigioforale della prima dorsale, per la presenza di due spazi interneurali prima della seconda dorsale (rispetto a uno), per il minor numero di raggi anali (9–10 vs. 11) e per le scaglie più numerose e più piccole. Rispetto ai generi estinti simili noti come “Lesueurigobius look-alikes” (Katyagobius, Sarmatigobius, Pseudolesueurigobius, Yarigobius), Cryptograciles presenta una pinna caudale a ventaglio piuttosto che lanceolata, un minor numero di raggi nelle pinne D2 e anale e otoliti distintivi, arrotondati o squadrati, con margine crenulato.
Le due specie note non sono ottimamente preservate, ma mostrano caratteristiche morfologiche simili che consentono di identificarle nello stesso genere. Le differenze tra le specie riguardano la lunghezza relativa della colonna vertebrale addominale, il numero di raggi delle pinne D2 e pettorali, la forma delle ossa frontali e dell’opercolo, e dettagli negli otoliti. Il genere potrebbe appartenere alla linea evolutiva di Pomatoschistus e rappresenta un adattamento ad ambienti lagunari a bassa energia, tipici di Karpov Yar, che ospitavano una comunità ecologica diversificata di gobidi cripto-bentonici..
Note
Bibliografia
Categoria:Gobiiformes estinti