Le fontane dell'Aquila sono parte integrante della storia della città dell'Aquila. Molte di esse risalgono al Medioevo.

Fontane

Fontana delle 99 cannelle

Situata a Borgo Rivera, una delle zone più antiche del centro storico a ridosso del fiume Aterno, vicino alla chiesa di San Vito alla Rivera, costituisce quasi l'intero perimetro dell'omonima piazza quadrangolare posta adiacente alle mura urbiche; è costituita da novantatré mascheroni in pietra e sei cannelle singole, dalla maggior parte dei quali sgorga l'acqua: secondo la tradizione, le cannelle rappresenterebbero i novantanove castelli del circondario che, nel XIII secolo, parteciparono alla fondazione dell'Aquila. Fu probabilmente eretta su progetto dell'architetto Tancredi da Pentima nel 1272, a pochi anni dalla seconda fondazione della città.

Fontane vecchie (fontane gemelle di Piazza Duomo)

Con "Fontana vecchia" a piè di piazza sono conosciute in realtà la coppia di fontaneGeneralmente con Fontana vecchia ci si riferisce alla sola fontana a piè di piazza gemelle poste alle estremità della Piazza del Duomo. Le fontane, la cui presenza è testimoniata sin dal 1303, quando venne istituito il mercato cittadino nella Piazza, hanno subito numerose modificazioni. Le fontane appaiono diverse l'un l'altra nella Pianta dell'Aquila, disegnata dal Fonticulano del 1575. In seguito al terremoto del 1703 furono restaurate e modificate nel 1727, ma circa un secolo più tardi si resero necessari nuovi lavori per ovviare al problema della reperibilità idrica, risolto con un livellamento del terreno. Le fontane vennero nuovamente restaurate e le condutture modificate tra il 1834 ed il 1836 ed ancora tra il 1839 ed il 1844. La versione odierna è opera dello scultore Nicola D'Antino tra il 1929 ed il 1932.

Fontana del Nettuno

La fontana è inserita in una nicchia posta all'interno di una facciata monumentale, parziale ricostruzione dell'antico prospetto della chiesa di San Francesco in piazza del Palazzo demolita nel 1876 per l'edificazione del palazzo del Convitto. È costituita da una statua in terracotta, dipinta in bronzo, simboleggiante il Nettuno posta su un basamento in roccia che a sua volta rimane sospeso su una vasca in pietra. Fu realizzata nel 1881 nell'ambito di un imponente progetto di riqualificazione urbanistica dell'area a capo di corso Vittorio Emanuele, portato avanti tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, come elemento decorativo della nuova piazza dedicata alla memoria della regina Margherita di Savoia..

Fontana di San Pietro a Coppito

Il fontanile dodecagonale, risalente alla seconda metà del XIV – inizi del XV secolo, è situato in piazza San Pietro a Coppito, quasi al centro della piazza che porta lo stesso nome, nel Quarto di San Pietro. Le testimonianze scritte non permettono una ricostruzione completa della storia della fontana, che comunque subì almeno uno spostamento e vari rifacimenti. Una ricostruzione importante risale ai primi anni successivi al 1780; un ulteriore intervento consistente ebbe luogo tra il 1875 e il 1877. Alta circa 2,60 metri e larga 3,50, è costruita in pietra aquilana con elementi metallici. Impostata su un basamento circolare dotato di un gradino, richiama, per concezione complessiva, la fontana di piazza San Marciano, benché con minore presenza di decorazioni.

Fontana di piazza Santa Margherita

Riconducibile al tipo delle fontane a vasca radiale, fu realizzata nel 1848 a piazza Palazzo su progetto dell'architetto Giovanni Mazzella,. per sostituire una fontana esistente, la cui presenza è testimoniata sin dal Cinquecento, con una nuova fonte monumentale. Successivamente, dato che sulla piazza Palazzo si voleva realizzare una statua a Gaio Sallustio Crispo, la fontana venne smontata nel 1903 e rimontata in piazza Santa Margherita,. a sostituzione di una precedente fontana che era esistita nella stessa piazza.

Fontana luminosa

Opera d'arte contemporanea e tra i simboli della città, fu realizzata nel 1933 dallo scultore Nicola D'Antino a conclusione di un lungo e impegnativo progetto di sistemazione urbanistica della città cominciato nel 1927 (che lo portò anche alla realizzazione delle fontane gemelle di piazza Duomo); è stata sottoposta a numerosi restauri tra cui quello successivo al terremoto dell'Aquila del 2009 durante quale, tuttavia, non ha subito gravi danni. La fontana è caratterizzata da due nudi femminili in bronzo che sorreggono la caratteristica conca abruzzese, posti su una vasca a pianta circolare, rialzata da gradini rispetto al livello della strada. Prende il nome dal suggestivo gioco di luci sull'acqua che si anima nelle ore notturne.

Altre fontane

Fontana di Porta Bazzano Fontana di piazza San Marciano Fontana Nuova del Colle Fontana di Santa Giusta Fontana in piazza Santa Maria Paganica Fontesecca Fonte Vecchia di Collebrincioni Fontanile di Monticchio

Fontane scomparse Fontane storiche non più esistenti: San Bernardino. "Fontana di marmo bianco ornata di statue ed intagli con vago disegno", era collocata in piazza San Bernardino (che era di aspetto molto diverso dall'attuale), di fronte al monastero e chiesa omonimi. Venne totalmente distrutta da un fulmine tra il 1589 e il 1595. San Flaviano San Silvestro Sant’Agostino e Santa Maria di Roio Santa Maria degli Angeli e Fontanella fuori Porta Bazzano San Lorenzo e San Giovanni di Camarda Fonte Preturo, La Madonna del Soccorso e Santa Maria del Carmine

Note

Bibliografia

Voci correlate

Storia dell'Aquila

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