I capezzoli di Venere sono un prodotto dolciario proprio della tradizione culinaria veneta, tipico della provincia di Verona, e più precisamente della città di Legnago.
Sono stati riconosciuti come PAT del Veneto.
Storia La ricetta originale dei Capezzoli di Venere nasce nel Settecento a Legnago nella Pianura Veronese. Questi bonbon simbolo di sensualità venivano preparati soprattutto in occasioni di grande feste, compleanni e matrimoni.
Dimenticati nel dopoguerra, furono riscoperti quando tornò alla ribalta il musicista legnaghese Antonio Salieri con il pezzo teatrale Amadeus di Peter Shaffer e con l’omonimo film Amadeus diretto da Milos Forman, e con lui i dolci della sua città. Ogni volta che il Salieri ritornava alla sua Legnago, infatti, era solito portare in dono alla corte viennese dei dolci, con particolare riguardo a questi “Capezzoli di Venere” molto apprezzati da Giuseppe II d'Asburgo.
Caratteristiche Dolcetti bonbon liquorosi dalla forma bombata, i capezzoli di Venere vengono leggermente umbonati per conferire al cioccolatino la caratteristica forma di un seno sul quale viene poi posta una pallina, a formare appunto il capezzolo.
La ricetta attuale prevede l'uso di pasta di marroni o marzapane, ricoperta da uno strato di cioccolato fondente o al latte.
Lavorazione Gli ingredienti vengono impastati a mano immettendo in giuste quantità i vari componenti. La predisposizione di ogni singolo pezzo è eseguita manualmente senza alcun ausilio d’attrezzatura per la miscela o lo stampaggio.
È un prodotto fresco quindi non abbisogna di cottura o raffreddamento. Il confezionamento è fatto in vassoi e non viene eseguito l’incartamento. Il prodotto, da consumare entro breve tempo, si conserva naturalmente senza l'aggiunta di conservanti o additivi, a patto di essere mantenuto in un luogo fresco.
Note