Aigosthena (in greco Αἰγόσθενα) fu un'antica città portuale fortificata della Grecia antica e di epoca bizantina situata nella regione della Megaride, a 19 km a nord-ovest dell'antica città di Megara, da cui dipendeva.
Il nome designa anche l'insediamento costiero posto ai piedi delle mura della città antica, noto altresì come Porto Germeno. L'antica cittadella, collocata alle pendici del monte Citerone e digradante fino al mare presso l'insenatura di Aigosthena, sul lato orientale del golfo di Corinto, è celebre perché custodisce alcune delle torri meglio preservate e più alte dell'antica Grecia.
Geografia
Aigosthena si sviluppa lungo il golfo Alcionide, una baia del golfo di Corinto, ed è circondata da rilievi boscosi, con il Citerone a nord e il Pateras a sud. Storicamente, Aigosthena rappresentava la città più settentrionale dell'antica regione della Megaride. Dista 10 km da Vilia, 20 km a sud-ovest di Tebe e si trova 48 km a nord-ovest di Atene.
Aigosthena antica
Il sito antico di Aigosthena era costituito da una cittadella fortificata collegata al mare da due lunghe cortine murarie; la fortezza comprendeva l'acropoli e l'abitato inferiore. L'acropoli sorge su una bassa collina, a circa 450 m dal mare. Di forma approssimativamente trapezoidale (circa 90 × 187 m, pari a ~575 piedi dorici), presentava il lato più stretto (113 m) rivolto verso ovest, in direzione del mare. Costruita seguendo il profilo di una collina alta circa 55 m, era difesa da otto torri d'artiglieria inserite nella cinta muraria. Un accesso principale si apriva sul lato occidentale, nello spazio compreso tra le due mura che conducevano al mare; una piccola porta secondaria (postierla) si trovava invece immediatamente a nord della seconda torre sul lato orientale. La muraglia settentrionale che scendeva verso il mare è ben conservata e si estende per 370 m fino a una torre terminale, le cui fondamenta e blocchi crollati sono oggi sommersi. Essa comprendeva sei torri e una porta fortificata disposte quasi in linea retta dall'angolo nord-occidentale della cittadella fino alla costa. Il tracciato della muraglia meridionale non è invece più visibile, probabilmente perché coincidente con il letto di un corso d'acqua.
Le mura furono realizzate con diverse tecniche architettoniche, indizio di fasi costruttive differenti. Tra queste si riconoscono l'isodomo (concio con superfici lavorate e angoli rifiniti), il pseudo-isodomo e, in alcune sezioni, una tecnica prossima alla muratura poligonale. Nel complesso, esse rappresentano uno degli esempi meglio conservati di fortificazioni ellenistiche, caratterizzate da elevata qualità tecnica e rifinitura. Sono inoltre evidenti tracce di cave situate immediatamente a sud della torre sud-orientale della cittadella.
Sulla base della struttura delle torri difensive, vi è qualche esperto che propone una datazione successiva al 370 a.C.. Altri, invece, suggeriscono che la costruzione ebbe luogo nella tarda età del IV secolo a.C., ipotizzando che Demetrio I Poliorcete avesse edificato la fortezza anziché limitarsi a occuparla. Il sito rimase sotto il controllo della Lega achea tra il 243 e il 224 a.C., e successivamente (224-146 a.C.) confluì nella Lega beotica. Le iscrizioni rinvenute sul posto attestano l'esistenza di santuari dedicati a Melampo e ad Eracle. La città e i suoi magazzini rimasero in uso anche in età romana. Un'iscrizione databile intorno al 420 d.C. menziona Aigosthena come città libera. Nel periodo bizantino, fu edificata nell'area fortificata inferiore una basilica cristiana a cinque navate, mentre all'interno della cittadella sorse un complesso monastico.
Aigosthena moderna
Il moderno insediamento di Aigosthena, noto anche come Porto Germeno, rientra nell'unità municipale di Vilia e, nel censimento del 2011 contava 80 abitanti permanenti. Oggi è una località balneare abbastanza frequentata, dotata di un piccolo porto.
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Note
Voci correlate
Poleis greche
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