Il Governo Fanfani V è stato il quarantunesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il sesto e ultimo dell'VIII legislatura.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 1º dicembre 1982 al 4 agosto 1983Comunicato concernente la formazione del Governo, in "Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana", "Serie generale", n. 220, 11 agosto 1983, pp. 6434-6435. (sebbene già dimissionario dal precedente 29 aprile), per un totale di 246 giorni, ovvero 8 mesi e 3 giorni.
Il governo ottenne la fiducia dal Senato della Repubblica il 13 dicembre 1982, con 176 voti favorevoli e 116 contrari.
Il governo ottenne la fiducia dalla Camera dei Deputati il 16 dicembre 1982, con 349 voti favorevoli e 244 contrari.
Diede le dimissioni il 29 aprile 1983 allorquando, dopo mesi di rapporti tesi nella maggioranza, il Comitato Centrale del PSI riunitosi il 22 aprile deliberò l'uscita del partito dal governo al fine di provocare lo scioglimento anticipato delle camere, che infatti fu decretato il 4 maggio.
Storia Ultimo esecutivo dell'VIII legislatura, il quinto governo Fanfani nasce nel clima di incertezza che ha portato alla seconda caduta di Giovanni Spadolini. I rapporti tra i partiti rimangono infatti tesi nonostante si sia deciso di rinnovare la composizione della lista dei ministri (nove esordienti) e lasciare fuori i ministri Andreatta e Formica. I contrasti sulle misure economiche minano da subito la stabilità della maggioranza a quattro e il logoramento dell'alleanza si accentua con e la decimazione della giunta comunale socialista di Torino, dieci arresti per interesse privato in atti di ufficio e associazione per delinquere.
Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Governo, al momento dell'insediamento, si può così riassumere:
Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 13 28 42 - 8 16 24 - 4 4 8 - 2 3 5Totale 1 27 51 79
Provenienza geografica RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1124 -4610 -448 -358 -257 -167 -336 -325 - -55 -134 -134 - -33 -112 - -22 -1 -1 -1 -1 - -11
Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Quadripartito (369): DC (262), PSI (62), PSDI (20), PLI (9) Appoggio esterno PRI (16), Misto (5) Opposizione PCI (201), MSI-DN (30), PR (18), PdUP-PIC (6), Misto (1)Senato della Repubblica Maggioranza Quadripartito (181): DC (138), PSI (32), PSDI (9), Misto (2) Appoggio esterno PRI (6), Misto (8) Opposizione PCI (109), MSI-DN (13), Misto (2)
Il Governo godeva dell'appoggio dei seguenti partiti o gruppi presenti in Parlamento:
Democrazia Cristiana; Partito Socialista Italiano; Partito Socialista Democratico Italiano; Partito Liberale Italiano; Partito Repubblicano Italiano (appoggio esterno); Südtiroler Volkspartei (appoggio esterno); Union Valdôtaine (appoggio esterno).
Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Amintore Fanfani (DC) Bruno Orsini (DC)Segretario del Consiglio dei ministri Michele Zolla (DC)Sottosegretario con delega ai Servizi di sicurezza(dal 2 dicembre 1982) Mario Tassone (DC)Sottosegretario con delega agli Interventi nel Mezzogiorno(dal 2 dicembre 1982)Ministri senza portafoglio Affari regionali Fabio Fabbri (PSI) Coordinamento delle iniziative per la Ricerca scientifica e tecnologica Pier Luigi Romita (PSDI) Coordinamento delle Politiche comunitarie Alfredo Biondi (PLI) Coordinamento della Protezione civile Loris Fortuna (PSI) Funzione pubblica Dante Schietroma (PSDI) Interventi straordinari nel Mezzogiorno Claudio Signorile (PSI) Rapporti con il Parlamento Lucio Abis (DC) MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Emilio Colombo (DC) Bruno Corti (PSDI) Raffaele Costa (PLI) Mario Fioret (DC) Roberto Palleschi (PSI) Interno Virginio Rognoni (DC) Marino Corder (DC) Angelo Maria Sanza (DC) Francesco Spinelli (PSI) Grazia e giustizia Clelio Darida (DC) Giuseppe Gargani (DC) Gaetano Scamarcio (PSI) Bilancio e Programmazione economica Guido Bodrato (DC) Alberto Aiardi (DC) Finanze Francesco Forte (PSI) Giuseppe Caroli (DC) Antonio Carpino (PSI) Alberto Ciampaglia (PSDI) Paolo Enrico Moro (DC) Tesoro Giovanni Goria (DC) Carlo Fracanzani (DC) Manfredo Manfredi (DC) Giuseppe Pisanu (DC) Angelo Tiraboschi (PSI) Difesa Lelio Lagorio (PSI) Bartolomeo Ciccardini (DC) Francesco Mazzola (DC) Martino Scovacricchi (PSDI) Pubblica istruzione Franca Falcucci (DC) Giuseppe Fassino (PLI) Maria Magnani Noya (PSI) Giorgio Santuz (DC) Lavori Pubblici Franco Nicolazzi (PSDI) Piergiovanni Malvestio (DC) Enrico Quaranta (PSI) Agricoltura e Foreste Calogero Mannino (DC) Mario Campagnoli (DC) Fabio Maravalle (PSI) Trasporti Mario Casalinuovo (PSI) Niccolò Grassi Bertazzi (DC) Giuseppe Reina (PSI) Enrico Rizzi (PSDI) Poste e Telecomunicazioni Remo Gaspari (DC) Francesco Colucci (PSI) Salvatore Urso (DC) Industria, Commercio ed Artigianato Filippo Maria Pandolfi (DC) Giuseppe Avellone (DC) Enrico Novellini (PSI) Francesco Rebecchini (DC) Sanità Renato Altissimo (PLI) Francesco Quattrone (DC) Mario Raffaelli (PSI) Commercio con l'Estero Nicola Capria (PSI) Edoardo Speranza (DC) Marina mercantile Michele Di Giesi (PSDI) Giovanni Nonne (PSI) Francesco Patriarca (DC) Partecipazioni statali Gianni De Michelis (PSI) Silvestro Ferrari (DC) Delio Giacometti (DC) Lavoro e Previdenza sociale Vincenzo Scotti (DC) Mario Costa (DC) Angelo Gaetano Cresco (PSI) Pino Leccisi (DC) Beni culturali ed ambientali Nicola Vernola (DC) Francesco Parrino (PSDI) Turismo e Spettacolo Nicola Signorello (DC) Giuseppe Ferralasco (PSI)
Cronologia 1982 Novembre
15-17 novembre: il capo dello stato avvia le consultazioni. Nella maggioranza uscente la DC candida Amintore Fanfani, il PSI rivendica l'incarico per Bettino Craxi. Il PSDI e il PLI sono per il proseguimento dell'esperienza a cinque ma il PRI accarezza l'idea di non entrare nella maggioranza. All'opposizione il PCI è contrario ed elezioni anticipate ma chiede un governo composto da facce nuove per quanto resta della legislatura; i radicali e il MSI chiedono elezioni anticipate, il PDUP si schiera per un'alternativa di sinistra.Il governatore della Banca d'Italia, Carlo Azeglio Ciampi, preme intanto sul problema della legge finanziaria e del bilancio, che non potranno essere approvati entro il termine costituzionale del 31 dicembre. Il ricorso all'esercizio provvisorio e la probabilità che il nuovo governo non accetti la manovra messa a punto da Spadolini, porterà il debito pubblico ad almeno 100.000 miliardi.Pertini affida l'incarico di formare il nuovo governo a Fanfani, subito osteggiato da socialisti e socialdemocratici. I primi, sostiene Silvano Labriola, potrebbero accettarlo a condizione che si formi un governo a tempo, che si occupi dei problemi più immediati. La direzione DC lancia un ultimatum: o Fanfani o le elezioni.Il messaggero, 16-18 novembre 1982 18 novembre: i cinque partiti della maggioranza uscente si dichiarano favorevoli a ricostituire il pentapartito, coi repubblicani che condizionano l'appoggio al mantenimento del programma economico dei governi di Spadolini. Si parla anche di un governo istituzionale, una riedizione della solidarietà nazionale dove il PCI sostiene la maggioranza a cinque.Il messaggero, 19 novembre 1982 19 novembre: direzione nazionale PRI: piena realizzazione del programma economico dei due governi precedenti, rafforzamento dei poteri del presidente del consiglio e assoluta fedeltà atlantica sono le condizioni dei repubblicani per entrare nella maggioranza. Sono indicati Spadolini al ministero degli esteri e Visentini al tesoro unificato col bilancio.Fanfani si incontra col governatore della Banca d'Italia: emergono le ipotesi di recuperare l'ipotesi di Nino Andreatta per un blocco a tempo di prezzi e salari e una patrimoniale sui grandi redditi.Il messaggero, 20 novembre 1982
23 novembre: Camera e Senato si riuniscono per discutere, rispettivamente, il decreto sulle misure fiscali (che decade il 31 dicembre) e la modifica delle aliquote dell'IVA (decade il 3 dicembre).Fanfani riceve quattro sì per la formazione del nuovo governo. Il segretario repubblicano, Oddo Biasini, mantiene le proprie riserve e attende di visionare la bozza del programma.Il messaggero, 24 novembre 1982 25 novembre: Fanfani presenta il programma del risanamento economico ai partiti, che reagiscono con pareri contrastanti. Se c'è un accordo sugli obiettivi manca quello sulle scelte. PSI e PSDI si dimostrano restii ad appoggiare interventi che incidono su salari, stipendi e spesa sociale. Emanuele Macaluso scrive su l'Unità che il documento, accolto con entusiasmo da Confindustria, istiga ad un vero e proprio scontro sociale.Il messaggero, 26 novembre 1982
Dicembre 1º dicembre: dopo due rinvii per la messa a punto del programma Fanfani scioglie la riserva e comunica una lista che vede otto ministri al primo incarico di governo. Esclusi Andreatta e Formica, i ministeri economici sono affidati a Guido Bodrato (bilancio), Giovanni Goria (tesoro) e Francesco Forte (finanze). Polemiche per l'esclusione di Giuseppe Zamberletti dalla guida della protezione civile, affidata a Loris Fortuna. 3 dicembre: il senatore Tommaso Morlino sostituisce Fanfani alla presidenza del senato coi soli voti contrari di radicali e missini.Il messaggero, 4 dicembre 1982. Il Presidente del Consiglio Fanfani partecipa con i ministri Colombo, Goria e Biondi al vertice della CEE a Copenaghen fino al 4 dicembre. 10-16 dicembre: Fanfani presenta il governo alle camere. L'esecutivo proroga al 20 gennaio la data limite per la correzione in autonomia della scala mobile da parte di industriali e sindacati, ma non specifica le misure che saranno adottate in caso contrario. Rimane sostanzialmente in piedi la manovra Spadolini sfrondata dai provvedimenti singolarmente avversati dai partiti. Confermate la tassa una tantum sugli immobili (1.500 miliardi per gli enti locali), e il prelievo sui redditi diversi dal lavoro dipendente (5.500 miliardi). Saranno istituiti nuovi ticket su visite mediche e ricoveri. Prevista la costruzione di 235.000 nuovi alloggi per 250.000 posti di lavoro e 600 miliardi di stanziamento.Al Senato l'esecutivo ottiene la fiducia con 176 voti a favore e 116 contrari, alla camera con 349 voti a favore e 244 contro. In entrambe le votazioni i repubblicani si astengono.Il messaggero, 11-17 dicembre 1982 19 dicembre: in una intervista a La Stampa il ministro del tesoro, Giovanni Goria, quantifica il debito estero dell'Italia in 30 milioni di dollari, circa 4 milioni di lire a famiglia, e lamenta che dal tesoro italiano si prelevano mediamente 70.000 miliardi in più di quanto riesce a incassare. Per il ministro è tempo di una quaresima economica che consenta di far scendere l'inflazione al 13%, ed anche tempo di dare meno soldi ai comuni, che dovranno ricorrere in caso di necessità ad una imposizione autonoma.Il messaggero, 20 dicembre 1982 21 dicembre: consiglio dei ministri: sono riconfermate le addizionali dell'80% sul bollo auto e dell'8% su IRPEF e ILOR, definite provvisorie dal precedente governo. Viene ritoccata a un +33% la rendita catastale (fondo per i trasferimenti agli enti locali) e resta in vigore senza variazioni l'imposta locale sui redditi. 22 dicembre: consiglio dei ministri: un previsto ribasso del prezzo della benzina non entra in vigore per la decisione del governo di assorbirlo in una ulteriore imposta di fabbricazione di 21 lire che, secondo il ministro delle finanze, andrà a finanziare una parte degli sgravi fiscali ai lavoratori dipendenti. Deciso anche un aumento del 25% delle tariffe elettriche, suddiviso nei sei bimestri del 1983.Il messaggero, 23 dicembre 1982