Il Governo Rumor III è stato il venticinquesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il quarto della V legislatura.

Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 28 marzo al 6 agosto 1970 (sebbene già dimissionario dal precedente 6 luglio), per un totale di 131 giorni, ovvero 4 mesi e 9 giorni.

Il governo ottenne la fiducia al Senato il 10 aprile 1970, con 167 voti a favore e 117 contrari.

Il governo ottenne la fiducia alla Camera dei Deputati il 17 aprile 1970, con 348 voti a favore e 239 contrari.

In seguito a un possibile sciopero generale dei lavoratori FIAT e di altre importanti categorie, contrasti tra i vari partiti della maggioranza, che a parere del presidente del consiglio non avrebbero agevolato il futuro "cammino" del governo, Rumor si dimise improvvisamente il 6 luglio.

Storia

La tensione sindacale, le prossime elezioni regionali e il divorzio sono gli argomenti principali delle trattative per la costituzione di un nuovo governo. I partiti del centro-sinistra indicano Mariano Rumor per l'incarico ma l'accordo appare lontano. Saragat è costretto a conferire due mandati consultivi a Fanfani e Moro, che nonostante tutto non riescono a portare a termine il compito affidato.

Come già avvenuto per la crisi precedente a spronare un accordo di governo per un terzo governo Rumor è lo spauracchio delle elezioni anticipate che, si ritiene, finirebbero abbinate con quelle per le regioni. Varato dopo una crisi di quasi due mesi il governo, minato dalle lotte sindacali, dalle pressioni vaticane contro il divorzio e da forti contrasti interni alla DC, si dimette a sorpresa dopo cinque mesi e qualche giorno per l'impossibilità di mettere mano al crescendo dei problemi politici e sociali senza un chiarimento di posizione di tutti i partiti, anche quelli di opposizione.

Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 16 33 50 - 6 13 19 - 3 8 11 - 1 2 3Totale 1 26 56 83

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri si può così riassumere: RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1225 -1910 -448 -257 -257 -257 -167 -336 -235 - -44 -123 -2 -2 -112 -112 -112 - -22 - -22

Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Centro-sinistra "organico" (366): DC (266), PSI (62), PSU (29), PRI (9) Astensione Misto (3) Opposizione PCI (177), PLI (31), MSI (24), PSIUP (23), PDIUM (6)Senato della Repubblica Maggioranza Centro-sinistra "organico" (183): DC (135), PSI (36), PSU (10), Misto (2) Astensione Misto (2) Opposizione PCI-PSIUP (101), PLI (16), MSI (11), Misto (2)

Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Mariano Rumor (DC) Antonio Bisaglia (DC)Segretario del Consiglio dei ministri Aurelio Curti (DC)Sottosegretario con delega alla Riforma della Pubblica amministrazione Giuseppe Di Vagno (PSI)Sottosegretario con delega agli Interventi straordinari nel Mezzogiorno Francesco Fossa (PSI)Sottosegretario con delega ai Problemi relativi all'attuazione delle Regioni Giovanni Zonca (DC)Sottosegretario con delega alla Ricerca scientifica Vicepresidente del Consiglio dei ministri Francesco De Martino (PSI)Ministri senza portafoglioDelegazione italiana all'Organizzazione delle Nazioni Unite Giacinto Bosco (DC)Fino al 09/06/1970 Carlo Russo (DC)Dal 09/06/1970 Interventi straordinari nel Mezzogiorno Paolo Emilio Taviani (DC) Problemi relativi all'attuazione delle Regioni Eugenio Gatto (DC) Rapporti con il Parlamento Mario Ferrari Aggradi (DC) Ricerca scientifica Camillo Ripamonti (DC) Riforma della Pubblica amministrazione Remo Gaspari (DC) MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Aldo Moro (DC) Alberto Bemporad (PSU) Mario Pedini (DC) Angelo Salizzoni (DC) Interno Franco Restivo (DC) Nello Mariani (DC) Adolfo Sarti (DC) Franco Tedeschi (PSU) Ernesto Pucci (DC) Grazia e Giustizia Oronzo Reale (PRI) Michele Pellicani (PSU) Erminio Pennacchini (DC) Bilancio e Programmazione economica Antonio Giolitti (PSI) Barbaro Lo Giudice (DC) Finanze Luigi Preti (PSU) Gioacchino Attaguile (DC) Luigi Borghi (DC) Giuseppe Macchiavelli (PSI) Tesoro Emilio Colombo (DC) Venerio Cattani (PSI) Bonaventura Picardi (DC) Dante Schietroma (PSU) Giuseppe Sinesio (DC) Difesa Mario Tanassi (PSU) Mario Marino Guadalupi (PSI) Attilio Iozzelli (DC) Vito Lattanzio (DC) Pubblica Istruzione Riccardo Misasi (DC) Oddo Biasini (PRI) Elena Gatti Caporaso (PSI) Pier Luigi Romita (PSU) Elio Rosati (DC) Lavori Pubblici Salvatore Lauricella (PSI) Luigi Angrisani (PSU) Vincenzo Russo (DC) Vincenzo Scarlato (DC) Agricoltura e Foreste Lorenzo Natali (DC) Dario Antoniozzi (DC) Anselmo Martoni (PSU) Giuseppe Tortora (PSI) Giovanni Venturi (DC) Trasporti ed Aviazione Civile Italo Viglianesi (PSI) Onorio Cengarle (DC) Sebastiano Vincelli (DC)Poste e Telecomunicazioni Franco Maria Malfatti (DC)Fino al 09/06/1970 Guido Ceccherini (PSU) Bernardo D'Arezzo (DC) Aldo Venturini (PSI) Giacinto Bosco (DC)Dal 09/06/1970 Industria, Commercio ed Artigianato Silvio Gava (DC) Loris Biagioni (DC) Fernando De Marzi (DC) Oscar Mammì (PRI) Sanità Luigi Mariotti (PSI) Maria Pia Dal Canton (DC) Girolamo La Penna (DC) Commercio con l'Estero Mario Zagari (PSI) Corrado Belci (DC) Renzo Forma (DC) Marina mercantile Salvatore Mannironi (DC) Paolo Cavezzali (PSI) Vittorio Cervone (DC) Partecipazioni statali Flaminio Piccoli (DC) Francesco Principe (PSI) Lavoro e Previdenza sociale Carlo Donat-Cattin (DC) Lucio Mariano Brandi (PSI) Leandro Rampa (DC) Mario Toros (DC) Turismo e Spettacolo Giuseppe Lupis (PSU) Franco Evangelisti (DC) Gianni Usvardi (PSI)

Cronologia Salvo diversa indicazione le notizie sono tratte dal sito dellarepubblica.it, richiamato in bibliografia

Febbraio 8-9 febbraio: il PCI chiama alla mobilitazione contro il quadripartito e per rivendicare un governo aperto orientato a sinistra. Il Capo dello Stato apre le consultazioni per la formazione di un nuovo governo: PSI e PSU si dichiarano pronti a collaborare nel nuovo esecutivo ma il primo ritiene che esistano alternative alla formula del centro-sinistra, mentre gli ex socialdemocratici in caso di fallimento chiederanno le elezioni anticipate. Ugo La Malfa pone come condizione un deciso programma economico. 10 febbraio: Rumor riceve un incarico definito "rigido". O riesce a formare un esecutivo di centro-sinistra o passa la mano.A Roma, un militante del PCI della sezione Balduina è gravemente ferito nel corso di un’incursione dei militanti di «Ordine nuovo» nella sede della sezione. 15 febbraio: al teatro Eliseo di Roma si svolge un'assemblea nazionale organizzata dai promotori de Il Manifesto, cui prendono parte rappresentanze del movimento studentesco, di Potere Operaio e del Partito comunista d'Italia marxista leninista. Si discute dell'organizzazione centralizzata e coercitiva del PCI e dell'imperialismo sovietico, ma anche dell'ideologia socialista. I contestatori a sinistra del partito comunista condannano infatti il capitalismo di stato russo. Se lo stato si appropria dei mezzi di produzione il suo rappresentante assume il ruolo del padrone nei sistemi capitalistici occidentali.

16-17 febbraio: alla vigilia dei primi incontri si inserisce nel dibattito il tema scottante del divorzio, che divide la DC dagli alleati e in minima parte al suo interno. Giovanni Galloni sostiene a tal proposito che i socialisti non hanno il diritto di porre veti alle decisioni democristiane su temi che investono valori di particolare importanza quando non si fanno problemi di sostenere provvedimenti a carattere sociale sostenuti dai comunisti.Nello stesso giorno il Vaticano evoca la possibilità di un incidente diplomatico con l'Italia qualora la legge sul divorzio venga approvata in via definitiva. La segreteria di stato vaticana ha infatti inviato una nota diplomatica ufficiale in cui si sostiene quello che il Vaticano va del resto dicendo da tempo, e cioè che l'introduzione del divorzio è una violazione del Concordato sottoscritto nel 1929. Giulio Andreotti chiede che il governo accetti il confronto bilaterale richiesto da oltre Tevere.Il Messaggero, 17-18 febbraio 1970 25 febbraio: le trattative per il governo sono sospese per consentire ai partiti di riesaminare le proprie posizioni in merito alla fissazione delle prime elezioni regionali e all'amnistia sindacale. Ugo La Malfa polemizza per i pesanti condizionamenti del Vaticano sul tema del divorzio. Socialisti, socialdemocratici e repubblicani sono concordi nel sostenere che la legge già approvata dalla Camera non è suscettibile di modifiche e che i cattolici potranno avvalersi del referendum abrogativo, le cui norme di attuazione giacciono in Parlamento da alcuni mesi.Roma, la polizia carica militanti di sinistra che protestano contro una manifestazione organizzata da Avanguardia Nazionale nei pressi dell’università.Il Messaggero, 26 febbraio 1970 26 febbraio: Roma: la polizia disperde militanti di destra che cercano di attaccare la facoltà di Lettere occupata dal movimento studentesco. 28 febbraio: Rumor rinuncia all'incarico. Il PCI sostiene che tentativo d’imporre con il quadripartito una svolta conservatrice ha dovuto fare i conti con l’opposizione del Paese e i contrasti fra i quattro. Per il PSI il fallimento è dovuto all'incapacità della DC di affrontare i condizionamenti del Vaticano.Il Messaggero, 1 marzo 1970

Marzo 3 marzo: dopo due giorni di intense consultazioni il Capo dello Stato conferisce un pre-incarico a Aldo Moro. Al ministro uscente degli Esteri è richiesto di chiarire la situazione politica generale e di riferire sulla possibilità di conferire un effettivo incarico. Nelle stesse ore viene annunciato un ennesimo intervento vaticano in materia di divorzio. In un articolo prossimo alla pubblicazione su La Civiltà Cattolica padre Bartolomeo Sorge annuncia che gli interventi del papa e le note diplomatiche verranno inoltrate dal Nunzio apostolico in Italia alla Corte costituzionale. Riconoscendone gli effetti civili, sostiene il prelato gesuita, l'Italia ha riconosciuto nella sua Costituzione l'indissolubilità del matrimonio religioso, e di conseguenza non può modificare la legislazione matrimoniale senza consultarsi per via diplomatica con la Santa Sede. Viene inoltre suggerito un emendamento all'articolo 2 della legge, che disponga il divieto di scioglimento degli effetti civili per i matrimoni religiosi. 5 marzo: Aldo Moro incontra le delegazioni di tutti i partiti rappresentati in Parlamento. Molti gli ostacoli da superare: la DC punta alla riproposizione del quadripartito (DC-PSI-PSU-PRI), il PRI conferma che deciderà la sua partecipazione ad un nuovo esecutivo solo dopo un eventuale accordo DC-PSI-PSU ma restano le divergenze fra i due partiti socialisti. Per il PLI il bivio è o la sua entrata nel Governo o le elezioni anticipate. Il PCI dichiara la sua netta opposizione al quadripartito e chiede un Governo «più orientato a sinistra». A partire dal 6 marzo gli incontri si riducono ai soli partiti del centro-sinistra.Il Messaggero, 6 mstxo 1970