Chiose fiorentine è una definizione moderna, non dipendente da titolazioni medievali, utilizzata dagli studi contemporanei per indicare un complesso di glosse e commenti trecenteschi in volgare alla "Commedia" di Dante Alighieri, accomunati da ambiente culturale fiorentino, tendenze linguistiche affini e destinazione scolastico-didattica.
Denominazione e uso del termine La definizione è un toponimico critico, ricavato dal luogo di produzione o circolazione dei materiali, come avviene per altre famiglie esegetiche (per es. le "Chiose cassinesi"). Sono analogamente denominate altre raccolte glossematiche come le "Chiose veronesi",Citate in le "Chiose cagliaritane", e le "Chiose ambrosiane".
Storia della definizione moderna Il sintagma "Chiose fiorentine" emerge nella critica tra XIX e XX secolo. I primi repertori tendevano a raggruppare materiali eterogenei; Michele Barbi introdusse i primi criteri linguistici e codicologici per distinguerli.
La sistemazione più influente è quella dell’"Enciclopedia Dantesca", che individua un nucleo di glosse trasmesse da almeno quattro manoscritti.
Seriacopi ha confermato il carattere descrittivo della categoria, utile a indicare materiali affini nel contesto fiorentino trecentesco ma non omogenei.
Tipologia delle varianti e struttura delle annotazioni Le annotazioni comprendono: glosse parafrastiche al testo; note lessicali del fiorentino due-trecentesco; spiegazioni enciclopediche (mitografia, storia, istituzioni); annotazioni su uffici comunali; osservazioni morali o dottrinali.
La tradizione presenta sovrapposizioni marginali e mani diverse.
Rapporti con le altre famiglie di chiose Con le Chiose cassinesi Le concordanze con le Chiose cassinesi sono interpretate come uso comune di materiali scolastici.
Con le Chiose veronesi Similitudini puntuali con le Chiose veronesi indicano nuclei esegetici circolanti, non una dipendenza diretta.
Con le Chiose dell'"Amico dell'Ottimo" Un caso affine è costituito dalle "Chiose sopra la Comedia" dell'Amico dell'Ottimo, già note come cosiddetta "terza redazione" dellOttimo Commento e poi distinte come autonomo; progetto commentariale: Mazzucchi le riconduce al problema del rimaneggiamento e della compilazione di materiali esegetici connessi alla tradizione dellOttimo e del commento del Lana.
Con il "Falso Boccaccio" Affinità parafrastiche con il cosiddetto "Falso Boccaccio" non provano relazione genetica.
Con le "Chiose Vernon" Un complesso affine alla tradizione delle chiose fiorentine è rappresentato dalle "Chiose Vernon", raccolta trecentesca di glosse all’"Inferno" pubblicata da Lord George Vernon nel 1846. Pur condividendo vari elementi esegetici e lessicali e finalità didattiche con il nucleo fiorentino, le "Chiose Vernon" si distinguono per la loro natura di compilazione antologica e per una diversa selezione dei materiali, di varia origine e con una più marcata influenza del commento latino di Graziolo de' Bambaglioli.La critica moderna le colloca ai margini del nucleo principale delle chiose fiorentine, mantenendone tuttavia il legame storico e linguistico.
Con il commento di Jacopo Alighieri Cavallari segnalò alcune affinità, ma la critica moderna nega qualsiasi dipendenza.
Le opere della "famiglia" delle "Chiose fiorentine" Elencate nei repertori moderni (Petrocchi, Bellomo, Mazzucchi-Malato):
"Ottimo commento" (redazioni I–III) "Chiose Vernon" "Anonimo fiorentino" "Falso Boccaccio" "Chiose cagliaritane" Volgarizzamenti A e B del commento di Graziolo de' Bambaglioli Glosse del "Codice Palatino 313"
Opere non ascrivibili Chiose attribuite a Jacopo Alighieri Attribuzione controversa; la critica moderna mantiene prudenza. Casadei analizza la cronologia interna senza pronunciarsi sull’autorialità.
Chiose Selmi Pubblicate da Francesco Selmi nel 1865; appartengono alla tradizione toscana ma non alla famiglia principale.
Tradizione manoscritta La famiglia è trasmessa in più codici, con stratificazioni di mani diverse.
Caratteristiche linguistiche Caratteri principali: fiorentino trecentesco medio; lessico istituzionale e giuridico; struttura parafrastica scolastica; note stratificate di provenienza diversa.
Coincide con la produzione descritta da Mazzoni, Petrocchi, e Seriacopi.
Storia editoriale Non esiste un’edizione critica unitaria a causa di: trasmissione frammentaria; difficoltà di distinguere aggiunte marginali; instabilità redazionale.
La maggior parte delle edizioni è parziale e deriva da apparati novecenteschi.
Questioni aperte Delimitazione del corpus Categoria funzionale costruita a posteriori.
Collocazione fiorentina Origine cittadina, ma contesto scolastico non definito.
Rapporti con altri commenti Mancando un’edizione critica, il confronto rimane parziale.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni DanteSearch – motore di ricerca testuale sulla "Commedia" che integra strumenti lessicali, filologici e concordanze utili per l’analisi delle glosse trecentesche. Dartmouth Dante Project (DDP) – banca dati internazionale che raccoglie i principali commenti danteschi. Utile per confrontare il materiale fiorentino con i commenti latini e volgari coevi. Internet Culturale – portale delle biblioteche italiane che fornisce riproduzioni digitali di manoscritti danteschi, tra cui alcuni codici con glosse fiorentine e il "Palatino 313". Manus (ICCU) – catalogo dei manoscritti italiani; contiene schede codicologiche di testimoni trecenteschi della "Commedia" utili alla ricostruzione della tradizione delle glosse. Internet Archive – digitalizzazioni di edizioni ottocentesche e novecentesche, tra cui commenti e repertori utili alla storia degli studi (Barbi, Petrocchi, ecc.). Catalogo SBN – repertorio bibliografico nazionale per la verifica dei manoscritti, delle edizioni e degli studi citati nella voce. Enciclopedia Dantesca (Treccani) – voci relative ai principali complessi di chiose fiorentine e affini (Anonimo Fiorentino, Falso Boccaccio, Ottimo commento, Palatino 313, Chiose cassinesi, Chiose cagliaritane, Chiose ambrosiane).
Categoria:Dante Alighieri Categoria:Letteratura medievale italiana Categoria:Critica letteraria