L'insufficienza ovarica primaria (IOP), nota anche come insufficienza ovarica prematura, è la perdita della funzione ovarica prima dei 40 anni.
I sintomi iniziali generalmente sono le irregolarità nei cicli mestruali , cui seguono i sintomi tipici della menopausa, quali vampate di calore, sudorazioni notturne, secchezza vaginale o diminuzione della libido. È molto frequente inoltre la difficoltà nel concepimento. Tra le complicazioni, si includono l'osteoporosi e le malattie cardiovascolari.
Nel 90% dei casi le cause di questa condizione rimangono sconosciute anche se, occasionalmente, l'insufficienza ovarica primaria può essere associata ad anomalie genetiche come la sindrome dell'X fragile o la Sindrome di Turner, la tiroidite, la Malattia di Addison, alcuni trattamenti contro il cancro o il fumo di sigaretta. Alla base della malattia può esserci un esaurimento della riserva ovarica oppure una disfunzione dei follicoli ovarici. La diagnosi si basa su un periodo di amenorrea (assenza di mestruazioni) di almeno quattro mesi e un livello elevato di FSH (ormone follicolo-stimolante) nel sangue.
Generalmente, l'IOP viene trattata con la terapia ormonale sostitutiva (TOS) a base di estrogeno e progesterone. Le donne che desiderano avere una gravidanza possono ricorrere alla fecondazione in vitro con ovodonazione. Nel 5-10% dei casi si verifica una gravidanza spontanea dopo la diagnosi senza ricorrere ad interventi chirurgici.
L'insufficienza ovarica primaria ha un'incidenza di 1 donna su 1.000 prima dei 30 anni, e 1 su 100 prima dei 40.
Nelle donne sotto i 20 anni i casi sono 1 su 10.000 . Il termine "insufficienza ovarica primaria" è da preferirsi rispetto a "fallimento ovarico primario" ed è stato utilizzato per la prima volta nel 1942 da Fuller Albright.
Note
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Categoria:Endocrinologia